HomeMenu DegustazioneIl dolce della settimanaTwitter non convince? Gli utenti si spostano su Mastodon: cos’è e come funziona il social-doppione

Twitter non convince? Gli utenti si spostano su Mastodon: cos’è e come funziona il social-doppione

Il disappunto degli utenti Twitter verso il social network dei cinguettii cresce di pari passo con la quantità di aggiornamenti e novità che il prolifico Jack Dorsey sta implementando per provare a conquistare nuovamente il pubblico della piattaforma. Ma se la maggior parte degli utenti si limita a partecipare a dibattiti in Rete sull’ormai irrimediabile stato di deriva del social, c’è qualcun altro che invece, a fronte di tutto questo, ha pensato di ricostruire Twitter da zero.

Il nuovo Twitter porta il nome di Mastodon e di cognome fa Rochko, come suo padre Eugen, il 24enne che l’ha partorito. Mastodon è un servizio totalmente indipendente che consente di creare account, seguirne altri e pubblicare aggiornamenti di stato chiamati toots. Fin qui, esattamente come Twitter. Ma in che cosa Mastodon si differenzia dal social di Jack Dorsey?

Per prima cosa, le impostazioni per la privacy risultano più efficaci e le policy di moderazione di contenuti eccessivamente pubblicitari, razzisti, sessuali, sessisti, violenti e disciminatori appaiono molto più severe.

In quanto software gratuito e open-source (FOSS), Mastodon non punta a monetizzare traffico, contenuti o utenti della piattaforma. Il suo creatore è infatti già riuscito a ottenere un finanziamento grazie alla creazione di un account su Patreon, il servizio che consente ai cosiddetti creator di ottenere dei micro-pagamenti mensili sulla base della bontà della loro iniziativa. L’obiettivo iniziale di Rochko era di 800 dollari mensili (hosting del sito + vitto e alloggio): come potete vedere dalla sua pagina, è stato abbondamentemente superato. Mica scemo, lui.

Altra caratteristica distintiva del social network-doppione di Twitter è la possibilità di scrivere toots della lunghezza di 500 caratteri, rispetto ai 140 di Twitter. I toots possono essere contrassegnati anche come privati, ovvero non visibili all totalità del pubblico del social network, oppure taggati con l’etichetta content warning: in questo caso, il contenuto del messaggio viene nascosto finché un utente non decide di cliccarvi per leggerlo.

La chiave del DNA di Mastodon e il principale elemento di differenziazione da Twitter coincide tuttavia con la decentralizzazione: non un unico feed con la cascata di tweet (o forse dovremmo chiamarli toots) degli account che seguiamo, ma una serie di instances, aree tematiche, spazi di discussione, che non interagiscono necessariamente tra di loro.

In pochi mesi, Mastodon ha già raggiunto quota 41,7mila utenti, 1 milione di status e 403 instances, ma è nelle ultime settimane – proprio quelle in cui il Twitter originale ha sfornato le novità più deludenti – che la base utenti del nuovo social ha fatto registrare i tassi di crescita più elevati.

Seppure i numeri siano ancora molto lontani da quelli di Twitter, per ora Mastodon si configura come una boccata d’aria fresca per gli annoiati utenti del social network dei cinguettii. Che ne pensate?

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